
Mi chiamo Achille Francoli, son saltato fuori nella seconda metà del secolo scorso, nella migliore annata del millennio.
1964, ovviamente!
Da subito attratto dalla vita all’aria aperta, ho vissuto l’infanzia in giro per prati e boschi.
Una sana malattia che non ho mai perso.
La scuola, gli orari , la disciplina, lo stare inchiodati a una sedia, costretto a subire tante parole che non mi destavano alcun interesse.
Che peso la scuola!
È bello sporcarsi le mani, ragionare sul concreto per poi lasciare spazio all’azione.
Quando scrivo lo faccio col mio stile, come ogni altra cosa.
Mi viene naturale, mi esce come fare un merluzzo quando ti scappa.